Operaio alla catena di montaggi,o Altamante c’è rimasto fino a quando è andato in pensione nel 1982. Gli incontri e le serate di poesia hanno alleggerito la sua vita da operaio. È stato anche un lavoro necessario perché lui l’ha sempre detto che «con la poesia non si mangia, il poeta un giorno mangia e due sta in dieta». Il grande vecchio dell’ottava rima, ha contrastato e ragionato di poesia con personaggi noti al grande pubblico: dal Benigni dei primi anni ’70 a Francesco Guccini e a Carlo Monni, col quale ha continuato a fare serate fino ad anni recenti. Di tutti aveva chiari pregi e difetti e li raccontava con lo stesso registro che usava per descrivere amici e parenti, ridimensionava il lato pubblico e famoso in favore dell’umanità dei suoi colleghi. Vecchio è anche il vezzeggiativo rispettoso con cui lo chiamava un gruppo di giovani estimatori dell’ottava che lo aveva conosciuto negli anni novanta.