Gli autori di Gorée

Benjamin Zephaniah

1958 (Birmingham) -
Giamaica
Benjamin Zephaniah
Poeta, romanziere e musicista, Benjamin Zephaniah è nato a Birmingham il 15 aprile 1958. Cresciuto in Jamaica e ritornato a Birmingham, ha abbandonato la scuola a 14 anni (ma è stato insignito delle lauree Honoris Causa in Arts and Humanities dall'Università di North London nel 1998, in lettere dall’Università di Central England nel 1999 e da quella dello Staffordshire nel 2002, mentre più di recente gli sono state assegnate quelle dalla London South Bank University, dalla
Università di Exeter e dall'Università di Westminster). Dal 1979 vive nella zona est di Londra: quella più multirazziale, dove si mescolano indiani, giamaicani, somali e altre cento comunità. Parla, recita e scrive in una lingua che mescola il gergo di strada londinese con quello della lontana Kingston: “A volte – sorride – gli stessi bianchi inglesi, quando mi ascoltano, hanno bisogno della traduzione”. Eppure
sa comunicare, eccome: la BBC lo invita continuamente a recitare i suoi versi in tv e alla radio, è arrivato a un passo dalla cattedra a Oxford e dalla nomina a poeta laureato. Non fa male, per uno che ha alle spalle un’infanzia di problemi scolastici, riformatorio e un'esperienza in prigione. Dal carcere uscì a ventidue anni, attivista convinto contro le discriminazioni razziali, con l’idea fissa di diventare poeta.
“Volevo scrivere per la gente come me – spiega – gente che di solito non legge libri, perché se ha qualche soldo pensa prima a comprarsi qualcosa da mangiare. La poesia non l’ho scoperta, ce l’avevo già in casa. Mia madre, giamaicana, ripeteva a memoria lunghe favole e storie del suo paese, quelle che aveva sentito dalla nonna. Anche se doveva elencare gli ingredienti di una ricetta, li diceva in rima. Così ho respirato la tradizione orale caraibica fin da piccolo”. Il primo libro di
poesie, Pen Rhythm, Zephaniah lo pubblicò a ventidue anni (1980). “Vendette bene, fu un piccolo best-seller, ma mi accorsi che nel mio quartiere non l’aveva letto nessuno. Così ho capito che la poesia sulla carta ha meno forza, bisogna portarla al pubblico, recitarla. Nelle chiese o nei centri civici, nei pub o negli auditorium, non importa”.

Benjamin Zephaniah rema decisamente controcorrente: nel 2003, insignito dalla
Regina Elisabetta dell’Order of the British Empire, ha rifiutato l’onorificenza affermando: “l’Impero mi ricorda la schiavitù, centinaia di anni di brutalità, mi ricorda che i miei antenati furono razziati e brutalizzati…”

Sul tema della discriminazione il poeta-rapper ha scritto anche tre romanzi. Oltre a Gangsta Rap (2004), Face, (1999, ed it. Al di là del volto, 2001 E/L), e Refugee Boy (2001, in corso di traduzione per Mondadori). Molte le raccolte di poesie pubblicate: Too Black, Too Strong, City Psalms, Love Poems, Propa Propaganda, Inna Liverpool, School’s Out: Poems Not For School, Talking Turkeys, Funky Chickens, We Are Britain!, The Little Book of Vegan Poems.
Fra gli album musicali apparsi segnaliamo Naked (con la partecipazione di Howard Jones, Aref Durvesh, Rupert Heaven, Mike Cahen, Jamie West-Oram, Jean Alain Rousell, Rick Smith, Dennis Bovell & Trevor Morais), Belly of De Beast, Back to Roots, Rasta, mentre numerosissima è la sua discografia di singoli.
Zephaniah è anche autore televisivo e radiofonico.Il suo primo lavoro televisivo, Dread Poets Society, venne immediatamente selezionato dalla BBC nel 1991, mentre con Hurricane Dub ha vinto lo Young Playwrights Festival Award della BBC nel 1998. Con il programma radiofonico Listen to Your Parents, ha vinto il Commission for Racial Equality Race in the Media Radio Drama Award nel 2002.
Collabora, infine, con «The Guardian», occupandosi di temi legati ai giovani, all’immigrazione e scrivendo spesso articoli di critica musicale.

I libri:

Gangsta Rap

Hanno detto, hanno scritto:

 
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