Originaria del municipio di Huixtán nella regione tradizionalista maya degli Altos de Chiapas, Ruperta Xuet si è formata nell’ambiente popolare indigeno della città “meticcia” di San Cristóbal de Las Casas, di origine coloniale ed antico conservatorismo appena intaccato negli ultimissimi anni dalla promozione ufficiale dell’”interculturalità”.
Per questa donna esclusa nell’infanzia dalla vita comunitaria lo studio antropologico cui si è dedicata nella maturità implica in primo luogo una riscoperta linguistica e umana, un processo di avvicinamento simpatetico all’autorità degli anziani che non annulla la distanza biografica e culturale. La poetessa ha dovuto sopportare, almeno in un principio, l’ostilità della comunità accademica ciapaneca, che inconsciamente continua a situare la personalità culturale indigena in una rassicurante lontananza rurale e tende a frenare la mobilità sociale del sottoproletariato indigeno della città di San Cristóbal. Negli ultimissimi anni ha conseguito un maggior riconoscimento (è professoressa di tsotsil nell’Università Interculturale di San Cristóbal), a prezzo forse di una certa dose di convenzionalismo.