Impronte di parole
La civiltà dell’immagine tende a soffocare la parola, imponendo ovunque i prodotti standardizzati dei mezzi di comunicazione di massa. Eppure, in tante parti del mondo, c’è chi continua a coltivare l’arte della poesia improvvisata, offerta come un dono a chi è disposto ad ascoltare. In particolare questa forma di espressione è diffusa in vaste aree del Mediterraneo e in quasi tutti i paesi dell’America Latina. La nuova collana Impronte di parole si propone di documentare con una serie di antologie questa manifestazione di resistenza all’omologazione culturale. Assume consapevolmente la contraddizione implicita nel fissare attraverso la stampa ciò che è legato a un’esecuzione vocale e al suo rapporto con un pubblico. Si propone di valorizzare, al di fuori di ogni mitologia, la creatività popolare e il suo rapporto continuamente rinnovato con la tradizione colta. La collana nasce senza tesi precostituite, disposta a registrare, nelle diverse zone del mondo, i segnali di ripresa e di rinnovamento, come pure i segni di ristagno e di sconfitta di fronte alla globalizzazione. Sullo sfondo, sta la prospettiva utopica di una società liberata, dove le potenzialità artistiche presenti in ogni essere umano trovino finalmente la propria voce.
La collana è diretta da Antonio Melis