Testi a cura di Alessandra Blasi, Giulio Cederna, Piero del Soldà, Marcello Flores, Junko Terao e di Alfio Leonardi, Felice Liperi, Mario Marzot, Marisa Paolucci, Antonio Perri e Maria Antonietta Saracino
realizzata in collaborazione con Amref e Master in diritti umani ed azione umanitaria dell'Università di Siena
Solo nel quadro dei valori richiamato da una diffusa cultura dei diritti è possibile proseguire sulla strada del progresso e della convivenza del genere umano e tali valori sono fondamentali per comprendere le trasformazioni che avvengono nella nostra epoca.
Sono le giopvani generazioni che facendo propria e prendendo nelle loro mani la cultura dei diritti, avranno la possibilità di sconfiggere lintolleranza e la violenza, combattendo ogni preconcetto ideologico e ogni fondamentalismo religioso con le armi della ragione e della solidarietà.
Questa agenda inizia un percorso che proseguirà nei prossimi anni, soffermandosi su altre aree del mondo, che intende portare alla luce violazioni e conquiste di una parte della terra che oggi più di ogni altra è alla ricerca di una sua propria identità e di una propria strada allo sviluppo.
Annotazioni:«L'euroocentrismo non ha permesso di mostrare l'Africa come un continente che può avere lo stesso valore, anche se differente, dell'Europa.
Mostrando l'incapacità a svilupparsi, a crescere, ad avanzare, si dà un'ulteriore giustificazione a mantenere l'Africa dipendente dalla gente bianca» (dall'introduzione di Ryszard Kapuscinski).
«L'Africa è la culla dell'umanità. Tutti gli studiosi del mondo riconoscono oggi che l'essere umano è apparso in Africa. Nessuno lo contesta, ma molti lo dimenticano. Sono sicuro che se Adamo ed Eva fossero comparsi in Texas, se ne sentirebbe parlare ogni giorno alla Cnn (Joseph Ki-Zerbo, storico burkinabé)