Questo romanzo inedito di Alberto Manzi ci parla della violazione dei diritti umani, della sopraffazione nel nome della "democrazia", del progresso e del profitto, del dominio delle Compagnie statunitensi sulle popolazioni dell’America del Sud.
Tutto questo compone la realtà degli abitanti di Pura, piccola città amazzonica dove la popolazione è costretta a lavorare in condizioni di schiavitù per l’Amazon Company. Altrettanto schiacciati sono i reclusi, in gran parte per motivi politici, della prigione che sorge ai margini della città, e tutti i naturales che vivono nelle campagne circostanti e che soggiacciono al dominio del "signore della terra".
Imponendo "la legge" costruita da loro, i "signori in nero", rappresentanti della Compagnia, reprimono nel sangue qualsiasi atto di ribellione. Ma la gente di Pura, grazie all’aiuto di Don Juanpablo e di Don Julio, alla rabbia interiore di una ragazza di nome Nàiso, all’ingenuità del vecchio Gongo e del piccolo Harguendo, alla sensibilità delle donne, prende coscienza di sé e capisce che solo la solidarietà, la resistenza passiva, la rivolta non violenta, l’educazione e la scuola intese come momento fondamentale della crescita dei singoli e di un popolo, sono le armi che la porteranno ad affrancarsi e a riconquistare la propria dignità di esseri umani.
Annotazioni:Hanno detto:
Alberto Manzi non enfatizza – non ne ha bisogno – e non nasconde: la storia è offerta con tutto il sangue e l’indicibile ingiustizia ma senza alcun compiacimento. è il dolore, non lo spettacolo del dolore a trovare posto in queste pagine. (Paolo Fallai, Il Corriere della Sera)
E venne il sabato va letto come un omaggio alle risorse insite nei poveri, negli sfruttati – non solo del Sud America – e alla loro capacità di sperare, di farsi loro stessi protagonisti del loro riscatto. (Oreste Paliotti, Città nuova)
Un romanzo coraggioso e di grande impatto emotivo (Roberto Carnero, Famiglia Cristiana)
Una lettura avvincente, il cui finale rispecchia la fiducia dell’autore nella forza disperata della gente a tirare avanti, nonostante tutto, e nella lotta non violenta. (Franco Orsini, L’indice dei libri)
Credevamo di conoscere bene Alberto Manzi, ma non sapevamo che fu uno dei primi a recarsi nella foresta amazzonica, a familiarizzare con i nativi, a denunciare il loro sfruttamento. (Maria Vittoria Vittori, Liberazione)
Alberto Manzi si rivela con questo libro narratore di razza. Avvincente, appassionante, limpido… (Mauro Trotta, Il manifesto)
Un libro bellissimo… con una trama appassionante. Un libro che costringe a riflettere su ciò che ha veramente valore e su ciò che merita di essere difeso anche a costo della vita (Rossella Martina, Quotidiano Nazionale)
Un romanzo corale, appassionato, tellurico e umano (Dante Tiano – Diario)