
L’evento scatenante del romanzo è una morte per AIDS. In questo modo il lettore viene trascinato sin dall’inizio nell’analisi di una delle piaghe sociali più diffuse in Sudafrica attraverso le vicende e soprattutto le riflessioni delle protagoniste. Il problema dell’epidemia viene affrontato in modo diretto: nella vita di chiunque può succedere di entrare in contatto con il virus senza sospettarlo minimamente. La pericolosità di comportamenti sessuali sconsiderati e dell’omertà, e l’ingiustizia di sottoporre le persone amate al rischio di morte sembra rivestire particolare importanza e viene continuamente ribadita. Il messaggio è affidato a due diversi espedienti narrativi. Da una parte l’autrice lascia che gli eventi parlino da sé in modo che il lettore si renda conto di quanto facilmente la malattia possa insinuarsi nella vita di chiunque; dall’altra parte affida alle parole dei protagonisti le considerazioni e le riflessioni sugli avvenimenti e il dolore che l’epidemia di AIDS comporta.
È proprio l’acquisizione di una coscienza propria che muove le protagoniste del libro. L’emancipazione femminile, analizzata da angolazioni diverse, tante quante sono le donne raccontate nel libro, è un altro tema chiave. Perché l’epidemia di AIDS sia finalmente bloccata è necessario che le donne rivendichino il loro diritto alla vita. Seppure con gradi diversi di consapevolezza, tutte e cinque le FFF, dalle più miti Edith e Beauty alla combattiva Cordelia, faranno esperienze che le porteranno a valorizzare la propria vita in quanto donne e non solo in funzione della famiglia. Questo implica imparare ad amarsi e rispettarsi per prime e si estende a sfere tanto intime come la sessualità. A questo si lega la ferma condanna dell’autrice contro lo stupro e la rivendicazione del diritto di dire no, ma anche la necessità di ricercare una propria soddisfazione sessuale ed affettiva, come quella che persegue Cordelia.
L’autrice descrive questa tensione verso la consapevolezza come un cammino comunitario e non solo individuale. Le protagoniste sono inserite in un solido gruppo tenuto insieme da un’amicizia forte e sincera, per quanto a tratti difficoltosa. Può darsi che quest’immagine voglia essere metafora della solidarietà sociale, e soprattutto femminile, necessaria a raggiungere cambiamenti reali.
L’amicizia e la solidarietà fra donne è tanto più necessaria quanto più latitante diventa invece la figura maschile, causa principale della frammentazione della famiglia sudafricana. Il ruolo maschile all’interno della società è un tema centrale ma controverso del libro. È chiaro che l’autrice auspichi il recupero di un uomo presente e responsabile, ma il problema di chi debba occuparsi di tale recupero è una questione ancora aperta. I punti di vista sull’argomento sono diversi e divergenti. L’uomo deve prendersi le sue responsabilità, sembra pensare Amanda, e crescere i figli, oltre che generarli. Cordelia invece ritiene che la situazione sia ormai senza speranza e suggerisce di lasciare gli uomini nell’inferno che si sono creati e di salvarsi la vita, e godersela senza di loro. Edith crede che la società non possa fare a meno degli uomini e che a “rammendarli” debbano essere proprio le donne. Comunque la si guardi, ciò che conta è che il recupero dell’uomo avvenga al più presto, nella consapevolezza che il cammino sarà lungo e faticoso.
Annotazioni:Il nuovo, straordinario romanzo di Sindiwe Magona, in uscita in Italia in prima mondiale