Raúl è un giovane esiliato argentino, scrittore e intellettuale dalla personalità introversa e inquieta, che vive a Madrid con la moglie ed il figlio; per guadagnarsi da vivere, decide di rispondere all’annuncio di un vecchio generale franchista alla ricerca di un redattore per le sue memorie. Inizia così un’ambigua relazione nella quale Raúl si dovrà confrontare con ciò che più disprezza ed odia, ma anche con il proprio passato e con sfaccettature di se stesso rimaste nascoste. Il rapporto fra i due diventa l’anima del romanzo, un legame idiosincratico che oscilla fra l’odio e la pietà, fino ad un epilogo che tocca l’autodistruzione.
Tizón ha saputo mettere il dito nella piaga e raccontare con maestria una storia che dimostra come, a volte, siamo tutti colpevoli e tutti innocenti.
Annotazioni:"…contrariamente al parere di coloro che amo, ho acconsentito alla pubblicazione di questo libro perché credo di non dover far sparire questo frutto amaro e balbuziente di un’epoca in cui tutti siamo stati vittime – per mano dei criminali di sempre – della crudeltà, della stupidità, della mancanza di grandezza".